Le scelte di una mamma dopo la maternità obbligatoria..

Le scelte di una mamma dopo la maternità obbligatoria..

La maternità è indubbiamente uno dei momenti più magici di tutta la vita, un figlio cambia interamente le proprie prospettive e ci fa realizzare quali siano davvero le cose importanti.

Eppure questo periodo magico è un pò minato dal ricorrente pensiero del “e cosa farò finita la maternità?”.

La legge prevede che la donna lavoratrice abbia diritto di astenersi dal lavoro per un periodo di 5 mesi totali, 2 da usufruire prima della nascita del bambino e 3 mesi post partum, se siete state fortunate e avete avuto una gravidanza serena vi sarete di certo avvalse della possibilità di chiedere la cosiddetta facoltativa che previo ok del vostro ginecologo vi darà la possibilità di lavorare fino all’ottavo mese per poi godere di un mese in più insieme al vostro pargolo. Questo bellissimo periodo di 5 mesi è detto “Maternità Obbligatoria” e l’INPS provvederà a dare un indennizzo pari all’80% dello stipendio base, quindi se avete rimborsi spesa nella vostra busta paga ciaone..quelli ovviamente non sono base di calcolo, e se il vostro CCNL lo prevede l’azienda dovrà integrare il rimanente 20% così da poter avere per i suddetti 5 mesi di maternità obbligatoria il vostro stipendio pieno.

Immagino che quando si sia deciso che la madre lavoratrice debba tornare al lavoro dopo 3 mesi dal parto, non ci si sia nemmeno posto il problema dell’impatto che possa avere sulla psiche di una neo mamma il dover lasciare un bimbo di soli 90 giorni da solo….

non voglio fare la lamentona, rispetto alle nostre colleghe del Giappone e della Papua Nuova Guinea ci va sicuramente meglio, visto che loro hanno diritto a 6 settimane di maternità (caspita eh! esagerati sono).. vi consiglio la lettura dell’articolo che trovate sulla pagina –>nostrofiglio.it

Capisco benissimo i costi che una madre possa avere per una azienda, come capisco bene anche i costi che un cittadino ha durante l’ansia vita, pagando tasse su tasse .. ciò che invece faccio fatica a comprendere é come sia possibile che proprio nel periodo più importante per una donna e per lo Stato ( si perché senza figli che fine farà lo stato?) ci siano pochi soldi per permettere un periodo di indennizzo maggiore…bah! Che poi dico se il problema è non gravare sulle aziende private, ma perché non si escludono i costi per queste ultime così da non doverle mettere in difficoltà? Va beh qui si aprirebbe un capitolo lunghissimo per cui non avrei le competenze per affrontarlo….

Ad ogni modo che la società moderna sia cambiata e con essa si siano persi di vista anche certi valori ormai lo sappiamo tutte..

quindi inutile stare qua a scrivere le stesse cose trite e ritrite ..bisogna semplicemente prenderne atto e rimboccarsi le maniche per cercare di trovare una soluzione.

Chi di voi è davvero fortunato potrà contare su nonni che possano curare i propri figli( e voi che ne avete la fortuna di avere genitori in SALUTE e DISPONIBILI a prendersi la responsabilità di allevare la vostra prole, inchinatevi a loro e RINGRAZIATELI tutte le sante volte!) , chi invece non lo è dovrà cercare la struttura più idonea per lasciare il proprio tesoro… e qui iniziano i dolori! Lascio ovviamente stare le mie espressioni quando ho letto le varie rette dei nidi… e anche le mie espressioni quando sono andata a visitare certi nidi!

Praticamente tu lavoratrice madre che devi tornare al lavoro e lasciare tuo figlio in una di queste strutture, dovrai lavorare per pagare la retta e non vedere tuo figlio…

non so se ci siamo capiti, le rette di un full time sono circa 700/800 euro al mese e se non rientri tra le fortunate con uno stipendio dai 2000 euro netti in suù… beh il gioco non vale proprio la candela..

Dunque quali scelte può avere una madre che ha bisogno di lavorare ma che allo stesso tempo non può permettersi la retta del nido? Per prendersi ancora un pochino di tempo per la decisione avrete la possibilità di richiedere il congedo parentale di cui ne potrete usufruire anche in modo continuativo per un periodo fino a sei mesi…wow!!!!tornereste al lavoro quando il pargolo ha quasi un anno di vita, ottimo no?…peccato che…peccato che il congedo o maternità facoltativa sia retribuito al 30% e dopo l’iniziale entusiasmo vi renderete conto anche voi che sarà davvero difficile ,economicamente parlando, andare avanti!

Chi di voi si troverà a dover affrontare la decisione del tornare al lavoro oppure scegliere di dimettersi si accorgerà che sarà più vantaggiosa economicamente la scelta di dare le dimissione percependo così l’assegno di disoccupazione!

Dunque se avete un progetto in mente e avete voglia di cambiare aria qui di seguito qualche consiglio per voi..

Dimettersi durante il periodo di maternità!

Per legge la madre lavoratrice non può essere licenziata durante il periodo coperto da maternità ma può dimettersi senza preavviso fino al primo anno di vita del figlio: ex art.55 del D.Lgs. n.151 del 2001 :da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio

…purtroppo fidatevi, vi troverete davanti a consulenti del lavoro poco aggiornati che vi risponderanno che non avete diritto all’assegno di disoccupazione in quanto non avete perso il posto di lavoro involontariamente, in questo caso…oltre a girare sui vostri tacchi e chiedere la consulenza di un altro professionista, ricordate anche a chi avrete innanzi a voi che forse è il caso che faccia un ripassino in materia… ovviamente per avere diritto alla NASPI dovrete avere dei requisiti contributivi, quindi controllate bene sul sito dell’INPS prima di procedere!

Ecco a voi un piccolo VADEMECUM sulle dimissioni

La lavoratrice madre che rassegna le dimissioni durante il periodo protetto – che inizia con il concepimento e termina con il compimento di un anno di età del figlio – usufruisce dei seguenti vantaggi, normalmente non previsti in caso di dimissioni volontarie:

  • non è tenuta a dare il preavviso al proprio datore di lavoro;
  • ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stata licenziata (controllate il vostro contratto di lavoro per quantificare);
  • ha diritto all’indennità di disoccupazione (Naspi).
  • necessita di convalida delle dimissioni presso DTL (a riguardo vi segnalo questo sito dove potrete trovare maggiori info molto utili clicca QUI)
  • Per dimettervi portate con voi contratto di lavoro e documento di identità

La durata del trattamento di disoccupazione, è pari alla metà delle settimane contributive regolarmente denunciate nei quattro anni precedenti alle dimissioni, e l’importo corrisponde al 75% dello stipendio medio percepito nel quadriennio (inteso quale retribuzione media imponibile ai fini previdenziali), se dal calcolo della media emerge un valore inferiore ad € 1.195,00. Se la media mensile risulta invece superiore, al 75% di 1.195,00 si aggiunge il 25% della somma eccedente i 1.195,00 euro. ovviamente parliamo sempre di cifre al lordo e non al netto!

L’assegno non può comunque superare i 1.300,00 euro mensili.

Attenzione però al fatto che l’indennità, così calcolata, diminuisce del 3%, ogni mese, dal 4° mese fino al termine del periodo indennizzato.

Nel caso invece vogliate dimettervi ma abbiate già in mente di iniziare una nuova avventura sfruttando al massimo le vostre potenzialità potrete richiedere L ‘ANTICIPO NASPI, ovvero anziché ricevere un assegno mensile vi verrà erogato quanto spettante tutto quanto insieme grazie a questo gruzzoletto potrete sostenere le spese per iniziare la nuova attività.

Come si richiede l’anticipo Naspi?

innanzitutto chi può richiederla? Il lavoratore dipendente che abbia le seguenti intenzioni..

  • Avviare un’attività di lavoro autonomo;
  • Avviare un’impresa individuale;
  • Sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, che abbia nell’oggetto sociale la prestazione di attività lavorativa del socio;
  • Sviluppare a tempo pieno, un’attività automa già iniziata quando erano dipendenti e la cui cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ha dato il via alla Naspi.

non si ha diritto all’anticipazione NASPI, in caso di contratto di collaborazione.

Come fare?

presentare domanda di anticipo Naspi 2018 all’INPS, al fine di ottenere l’erogazione dell’intero importo spettante in un’unica soluzione, Attenzione, dal suddetto importo, sono esclusi gli ANF, assegni nucleo familiare e la contribuzione figurativa spettante per l’intero periodo NASPI, mentre è prevista l’applicazione della trattenuta ai fini IRPEF, secondo la normativa vigente. Quanto spetta di importo, dipende quindi dal calcolo indennità NASPI!!

Mi raccomando di tenere d’occhio le tempistiche, infatti avrete tempo 30 giorni dall’inizio attività per richiedere l’anticipo NASPI!

Per qualsiasi decisione vogliate prendere INFORMATEVI da soli prima di chiedere aiuto ad un consulente, o CAF, così da arrivare il più preparati possibile. Chiedete info ad una mamma che già ha affrontato questo percorso, perché spesso ne sanno più loro di chi di competenza! (il detto Chi fa da sé fa per tre…beh spesso ha il suo perché)

Vi avevo detto no che c’erano delle novità che stavano bollendo in pentola?

Noi abbiamo scelto di procedere per questa strada così che io possa rimanere con LittleFede fino ai suoi tre anni di vita e nel frattempo potrò lavorare libera da vincoli di orari d’ufficio! Abbiamo già un progetto in mente che poi vi sveleremo più avanti … voi cosa avete scelto di fare?

Bacini

Silvia & LittleFede

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Un cuscino speciale per una testa perfetta •Koala Babycare•

Un cuscino speciale per una testa perfetta •Koala Babycare•

Care mamme!

Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un pò di tempo per potervi parlare del cuscino che io e LittleFede adoriamo!

Come vi avevo raccontato sul mio post su instagram , avevo iniziato a cercare un supporto per la testolina di Fede quando ho iniziato a notare che un lato si stava un pò appiattendo, e anche la parte dietro della testa. Esattamente, quando il nano aveva un mese e mezzo avevo notato che con il suo vizio di tenere sempre la testolina sul lato sinistro, la forma della testa stava prendendo letteralmente una brutta piega. Ho iniziato ad informarmi online e mi sono imbattuta su diversi articoli che parlano di plagiocefalia e prevenzione e mi sono quindi decisa a cercare un cuscino adatto alla sua testolina che permettesse allo stesso tempo di affrontare una nanna sicura. Questi cuscini oltre a prevenire schiacciamenti del cranio dei nostri piccoli, fanno in modo che mantengano la posizione supina raccomandata per prevenire la SIDS. No, non significa che se li usate i vostri bambini non rischiano di esserne colpiti, chiamandosi appunto sudenn infant death syndrome significa che le cause legate a questa morte improvvisa non sono ANCORA STATE TROVATE!

Quindi se vi avvicinate all’acquisto di questi cuscini solo ed esclusivamente per la SIDS, ricordo che vegliare sui nostri bambini è sempre il metodo migliore ma che purtroppo contro questo mostro senza spiegazioni non c’è arma.

Tuttavia secondo i vari case studies eseguiti, si è rilevato che un alta percentuale di neonati sia stata trovata in posizione prona al momento della morte e ciò ha portato a cambiare le linee guida pediatriche riguardo la nanna sicura, e da quando i bambini vengono messi nella posizione supina, i casi sono nettamente diminuiti.Bene ora capite perché i bambini che dormono in posizione sicura possono allo stesso tempo andare incontro a problemi di lievi deformazioni craniche?


Cosa è la plagiocefalia?

La plagiocefalia è un’anormalità cranica tipica degli infanti, caratterizzata da un appiattimento unilaterale della regione occipito-parietale della volta cranica.PlagiocefaliaIn genere, la testa di un soggetto con plagiocefalia possiede la forma di un parallelogramma di tipo romboide, con diverse altre peculiarità, come: un orecchio in posizione più avanzata rispetto all’altro, un occhio più piccolo dell’altro ecc. Le cause di plagiocefalia sono numerose; quella più comune è il prolungato appoggio unilaterale della testa sul letto (o sulla culla), nel corso delle notte o dei riposi diurni. La diagnosi è alquanto immediata e si basa, di solito, sul solo esame obiettivo. Salvo eccezioni, la plagiocefalia guarisce senza particolari trattamenti medici, ma soltanto con dei semplici accorgimenti (variare la posizione del bambino quando è sveglio; metterlo a dormire su un ripiano leggermente inclinato ecc). (Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/plagiocefalia.html). Questa é un’anomalia morfologica del cranio, tipica dei bambini piccoli, caratterizzata da un appiattimento unilaterale del compartimento occipito-parietale della volta cranica. L’unilateralità della deformazione fa sì che la testa presenti un’asimmetria, tale da renderla molto simile a un parallelogramma di tipo romboide. Se non è di grado elevato o sostenuta da cause particolarmente gravi, la plagiocefalia è una condizione che, in genere, si risolve senza particolari trattamenti.Brachicefalia lieve moderata graveFigura: cranio umano. a partire dalla sinistra, le foto propongono un bambino con testa normale (normocefalia), un caso di plagiocefalia lieve, uno caso di plagiocefalia moderata e un caso di plagiocefalia severa.. Dal sito: www.cranialtech.com

Cosa ho fatto una volta capito il problema?

Sul mio migliore amico Amazon ho iniziato a cercare supporti specifici per questo “problema” e ho trovato koala baby care e subito attratta dalla forma simpatica del prodotto sono andata a leggere le recensioni. Il nostro primo acquisto é stata la versione small che potrete utilizzare nella culla, passeggino o sdraietta e rimane un alleato perfetto da portarsi in viaggio con sé . Soddisfatta del primo cuscino ho poi ordinato anche la versione MAXI HEAD perché ormai Fede dorme tranquillo nel suo lettino e il primo cuscino risulta troppo piccolo.. per il cambio non ha avuto problemi, nanna felice e serena dal primo utilizzo!!!Quindi ricapitolando potete scegliere due misure di questo prodotto, Koala Perfect Head taglia M (per carrozzina e passeggino) e Koala Perfect Head Maxi (taglia L) per il lettino . La taglia M è utilizzabile dal primo mese fino all’anno circa, il suo design compatto lo rende un ottimo compagno di viaggio ed inoltre la forma spiritosa piacerà subito a voi mamme e ad i vostri bimbi. La taglia L da lettino è anch’essa utilizzabile fin dal primo mese fino ai 24 mesi circa, è largo 50 cm per riempire perfettamente lo spazio e grazie alla sua forma i vostri bimbi anche muovendosi riusciranno stare sul cuscino senza rotolare altrove. Inoltre io ho notato che utilizzando questo cuscino Federico non riesce a girarsi in posizione prona, al massimo si mette sul fianco!

Qui sotto potete vedere i cuscini rispettivamente nella culla e nel lettino di LittleFede

Come è realizzato il prodotto?

É realizzato in memory foam e nella confezione trovate due cover in 100% cotone così da averne sempre una pulita pronta all’utilizzo! il cuscino non va lavato, sarete invece libere di lavare le federe come preferite, in lavatrice o a mano. Quando la lavate in lavatrice vi consiglio di lavarla ad una temperatura di massimo 40° per meglio conservare il colore. Inoltre non utilizzate la centrifuga troppo alta, in quanto potrebbe danneggiare il capo.

Inoltre Giacomo di Koala Baby Care é stato gentilissimo correggendoci sull’utilizzo del cuscino in quanto aveva visto che avevo posizionato il bambino con le spalle su di esso e mi ha gentilmente inviato per mail il manuale istruzioni per un corretto uso. Questo errore viene compiuto spesso da tante mamme che senza pensarci sistemano il proprio bambino con le spalle che si appoggiano al cuscino. Potete leggere direttamente i consigli forniti dall’azienda sull’utilizzo più corretto del prodotto.

Se avete dubbi sui prodotti potete scrivere direttamente ad info@koalababycare.com

 

Per l’acquisto del cuscino su Amazon.it potete cliccare direttamente QUI

 

Io posso dire che con questo prodotto ci siamo trovati e ci stiamo trovando MOLTO MOLTO BENE!Ha superato le mie aspettative in tutto.La testolina di LittleFede ora é bella rotonda senza alcun segno di appiattimento..come ne sono felice!!Buona nanna sicura e testolina tonda a tutti i vostri i bimbi!
Silvia & Fede

Svezzamento tradizionale o Autosvezzamento? … 🥑🍼👶🏼 Lo svezzamento di Little Fede 👶🏼🍼🥑

Svezzamento tradizionale o Autosvezzamento? … 🥑🍼👶🏼 Lo svezzamento di Little Fede 👶🏼🍼🥑

Care mamme,

tra i vari messaggi che mi mandate sempre in direct su instagram vi è sempre la domanda “ma che svezzamento stai seguendo per Federico?” incuriosite dalle zuppe che io chiamo “Tuss’ coss” (per chi non è della zona di Milano significa con un pò di tutto) che preparo per lui e che vi mostro nelle mie stories. Come vi rispondo sempre lo svezzamento di Federico non si allinea né con lo svezzamento tradizionale né con l’autosvezzamento ma è uno svezzamento che si interpone tra i due.

Andando un po’ indietro partiamo dal fatto che il periodo migliore per iniziare lo svezzamento, e si anche con la semplice frutta, è i 6 mesi…sempre più spesso però i pediatri spingono per iniziare a dare la frutta già al quarto mese anticipando così lo svezzamento del bambino, quasi come se ci dovesse essere una corsa a premi per chi lo svezza prima, vi sentirete invece dire dalle signore magari di una certa età intorno a voi di iniziare per farlo abituare al cucchiaino…non preoccupatevi ogni cosa a suo tempo e i bimbi si adatteranno immediatamente! Seguendo le linee dell’OMS l’alimento principale ed indispensabile del neonato è il latte possibilmente materno e se non si può si opta per quello in formula, fino ai 6 mesi.

Io sono dell’opinione che oltre alle linee guida bisogna anche vedere come si comporta il piccolo e carpire l’interesse che possa mostrare o meno. Ognuno ha i suoi tempi e questi devono essere rispettati.

Con Federico abbiamo avuto un avviamento all’allattamento un pochino difficile e quindi per i suoi primi due mesi di vita abbiamo fatto allattamento misto con una aggiunta di 180 gr al giorno di latte in formula per poi riuscire a passare all’allattamento esclusivo ed al suo rifiuto totale del biberon. Era mia intenzione protrarre l’allattamento esclusivo fino al sesto mese ma vista la grande anzi grandissima curiosità del piccolo verso qualsiasi alimento che fosse sulla nostra tavola e visto che ogni volta che portavo un cibo o semplicemente la tazza alla bocca cercava di prendere le cose con la sua manina grassottella, ho deciso di seguire il mio istinto di mamma (si perché il nostro istinto è sempre o quasi il migliore, FIDATEVI DI Più DI VOI STESSE) e procedere con l’introduzione di assaggi di cibo (in realtà si é spazzolato una porzione di omogenizzato alla mela al primo colpo..).

Qui di seguito per fare chiarezza delineo un attimo i principi delle tue tipologie di svezzamento che si possono scegliere.

Svezzamento tradizionale:

Vi è una lenta introduzione dei diversi alimenti, si inizia solitamente con la frutta sotto forma di omogenizzato per poi passare ad introdurre dopo un mese circa la prima pappa composta da un brodino scialbo di carota patata e zucchina, in cui tolte le verdure vengono aggiunti due cucchiai di mais e tapioca o farina di riso o crema di cereali. Successivamente si inizia ad aggiungere al brodino scialbo uno o due cucchiai di verdure lessate schiacciate e un cucchiaio o due di omogenizzato di carne, uno di parmigiano e uno di olio EVO. I pediatri consigliano di iniziare ad introdurre la cena dopo 2/3/4 settimane dall’inizio della prima pappa…troverete grandi discrepanze tra le informazioni che vi scambierete con le altre mamme, in quanto ogni pediatra da generalmente un’indicazione diversa. Rimarrete poi certamente stupite dal foglietto misero di “istruzioni” con giusto quelle 4 righe che vi lasceranno perplesse…in realtà credo che siamo noi mamme a farci più problemi che altro e ci aspettiamo spesso di avere un manuale che ci dica dalla A alla Z cosa come e quando dobbiamo fare le cose con i nostri bambini.

Pro:

Lo scettro del potere è in mano al genitore, stretto controllo su consistenza e grandezza del cibo ingerito, minor rischio di soffocamento, meno da pulire dopo la pappa

Contro:

Probabilmente alla vista di questi brodini scialbi e omogenizzati viscidi di carne il vostro pupo si ribellerà urlando “voglio la tettaaaaaa” e il percorso dello svezzamento potrebbe diventare per la mamma un VERO incubo.

Può risultare troppo rigido, specialmente se venite seguiti da pediatri che propongono schemi stile anni 80-90.

Autosvezzamento:

L’autosvezzamento come già si intuisce dal nome, ribalta la situazione..si perché lo scettro del potere non è in mano al genitore bensì a piccolo poppante che preso dalla sua curiosità viene lasciato libero di scoprire le diverse consistenze dei cibi, sia con le mani (nota più dolente per quando dovete pulire il post pappa time) che con la bocca, e sceglierà autonomamente cosa più gli aggrada (ovviamente tra le cose che sono proposte al bambino, non è che regni la legge della giungla e il bambino si serve dal piatto di mamma e papà)… non esiste un ordine vero e proprio con cui inserire i cibi (e questo mi interessa molto). La difficoltà che a mio avviso potrebbe presentare questo tipo di approccio è il coinvolgimento di tutta la famiglia, si perché il piccolo sarà parte integrante del duo mamma e papà a tavola, bisogna quindi mantenere una buona condotta anche noi genitori (ed è forse la parte più complicata). Rispetto lo svezzamento tradizionale non si tende a ridurre tutto in purea omogenizzando ma si cerca di dare al bimbo i cibi interi facendo si che possa capirne la consistenza e si senta libero di tastarlo, metterlo in bocca, perché no, buttarlo a terra per vedere se rimbalza etc… oltre al rischio più alto di soffocamento per quanto riguarda la dimensione dei cibi che maneggia (quindi mamme sempre a 100 occhi con il vostro piccolo) dopo essermi documentata su numerosi blog e libri e testimonianze di mamme che lo stanno affrontando (vedete il bellissimo post che Alessandra ha pubblicato sul suo blog http://www.alessandradagostino.com) ho deciso che l’autosvezzamento rappresentasse per me personalmente una GRANDE fatica e tante tante pulizie in più sotto al seggiolone.

Vi lascio qui di seguito il link di un blog che ho trovato molto molto utile nella mia scelta e soprattutto è scritto da una mamma che di certo ne sa più di me in quanto ha anche studiato ciò di cui stiamo parlando!

alimentazione in equilibrio

Pro:

Il bambino è più libero di scegliere ciò che desidera mangiare e piò esplorare nuovi cibi con tatto e gusto. Coinvolge tutta la famiglia e il bambino mangerà davvero a tavola con noi dall’alto del suo trono =)

Non segue lo schema rigido di introduzione dei cibi e soprattuto segue maggiormente le inclinazioni del pupo risultando cosi più naturale.

Contro:

Pulire pulire e già ve l’ho detto? ancora pulire…(lo dico perché ho provato e no grazie).

Può essere difficile gestire l’alimentazione del bambino se non avete abitudini un pò salutari a tavola o se come nel nostro caso non potete mangiare tutti insieme per problemi di orari.

Eccoci….e ora arriva la parte più bella che aspettavate!

Dopo tutta questa menata su svezzamento e autosvezzamento, ma che cosa hai scelto per Federico?

Per Federico abbiamo scelto (perché parlo al plurale scusate?! Ho scelto!) un percorso che sta nel mezzo….autosvezzamento nell’anima ma con lo scettro del potere da parte di mamma. eeeeeee? scusa ma cosa cavolo vorresti dire Silvia?!?

Lo svezzamento di Little Fede..

Ci ho provato, ho sbattuto il naso la testa e il mento e ho pulito, si ho pulito il seggiolone e lui e la cucina…beh da li mi sono detta…Ciaone autosvezzamento, ora lo scettro del potere va in mano alla mamma!

Prima di iniziare con le pappe avevo innanzitutto ben chiara una cosa…sapevo di voler essere io personalmente l’artefice delle pappe di Federico e volevo sapere esattamente cosa mangiasse mio figlio! Evito di utilizzare baby food e se devo scegliere degli omogenizzati pronti mi affido ad HIPP biologico che trovo ottimo (sempre di hipp utilizzo le varie creme di mais tapioca, riso etc..) Amo cucinare, ma con il fatto che abbiamo aperto una location con ristorante i nostri orari sono cambiati, mio marito torna tardi la sera e quindi magiare tutti insieme e cucinare è diventato più difficile…e sopratutto quando posso vado a mangiare li =) (N.B per chi fosse della mia zona andate a vedere il sito Lear Gourmet & Relais ) la mia bellissima cucina ultimamente la utilizzavo solo per preparare il caffè della mattina o per un the pomeridiano, non vedevo quindi l’ora di poter tornare ai fornelli… Chef Silvy alla riscossa!

Seguendo il principio dell’autosvezzamento non sto seguendo un ordine particolare e rigido di introduzione degli alimenti, ma faccio fare assaggi delle mie nuove creazioni o basi pappe, come le chiamo nelle stories, a Federico e se gradisce continuo così. Seguendo invece il principio dello svezzamento tradizionale omogenizzo gli alimenti che propongo a mio figlio perché così sento più sicura e soprattutto lo imbocco io e non lascio che le sue manine ciocciottelle spanteghino tutto il cibo ovunque oltre che su se stesso! L’ultima volta che gli ho lasciato il piattino lo ha ribaltato e avevo crema di carote sparsa ovunque 🤣🤣

La sua prima pappa è stata una crema di verdure composta da patata, songino e carota ed ho poi successivamente frullato tutto insieme. Alle sue pappe aggiungo sempre due cucchiai di mais e tapioca, crema di riso oppure multicereali o semolino. Sto facendo diverse prove per vedere cosa più gli piace e ogni due o tre giorni aggiungo qualcosa di nuovo. Abbiamo provato la pastina primi mesi ed è stato un EPIC FAIL…quindi ho fatto un passo indietro e utilizziamo ancora le creme sopra citate, ho provato a fare una crema con patate carote e cavolfiore ma non ha gradito molto, quindi l’ho trasformata in una zuppa per mamma e papà con l’aggiunta di crostini di pane e spezie 😃. Il lato positivo e che queste creme di verdure sono sia delle basi pappe per il bambino che delle basi cena per mamma e papà, le potete comodamente mettere nel congelatore pronte all’utilizzo!

Non vi scrivo in questo post le ricettine in quanto ne voglio fare uno dedicato, ma inizio a dirvi cosa NON MANCA MAI nel mio frigorifero e nella dispensa e che ritengo indispensabile per l’alimentazione di Fede!ricordate che per fare un buona crema di verdure basta che ci sia sempre dentro la patata che addensa e da un tocco di dolciastro, poi potete sbizzarrirvi ad inserire ciò che più vi piace.

Frutta fresca per omogenizzati e frutta schiacciata:

Pere (scelgo sempre le decana)

Mele (preferibilmente le Golden o renette)

Banane

Avocado

Papaya

Legumi:

Fagioli cannellini

Fagioli borlotti

Ceci

Piselli

Ortaggi:

Zucca

Zucchine

Patate dolci

Patate gialle

Porro

Formaggi freschi:

Robiola

Stracchino

Caprino

Ed in ultimo..

Yogurt intero bianco!

Mamme e voi cosa avete scelto per i vostri figli?